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Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 29 febbraio 2016, n. 5 e n. 6: la "regolarizzazione" del DURC sana il rapporto tra l'impresa e INPS/INAIL ma non incide sulla sua irregolarità al momento della presentazione dell'offerta quale causa inevitabile di esclusione. La regolarità contributiva attestata dal DURC, anche dopo l'art. 31, comma 8, del decreto legge n. 69 del 2013, deve sussistere al momento della presentazione dell'offerta. La regolarizzazione anteriore all'emissione di DURC negativo in seguito ad "invito" dell'Ente certificante opera solo nei rapporti tra impresa ed ente previdenziale in caso di DURC richiesto dall'impresa e non è utilizzabile nemmeno con soccorso istruttorio per la regolarizzazione postuma in sede di gara. ANAC - delibera n. 157 del 17 febbraio 2016: aggiornamento della Deliberazione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici 20 dicembre 2012, n. 111.

Consiglio di Stato, sez. V, ordinanza 3 marzo 2016, n. 886: Rimessa alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea la questione della compatibilità con i principi comunitari della normativa nazionale che impone al concorrente, a pena di esclusione, di indicare nell’offerta gli oneri di sicurezza aziendale.

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 2 novembre 2015, n. 9: non sussiste l'obbligo di indicazione del nominativo del subappaltatore già in sede di presentazione dell’offerta, neanche nell’ipotesi in cui il concorrente non possieda la qualificazione nelle categorie scorporabili a qualificazione obbligatoria. E' inammissibile il soccorso istruttorio e dovuta l'esclusione del concorrente che non abbia indicato i costi di sicurezza aziendali di cui all'art. 87, comma 4, del d.lgs. n. 163 del 2006, anche per le procedure nelle quali la presentazione delle offerte è anteriore alla decisione dell’Adunanza Plenaria n. 3 del 2015.

Consiglio di Stato, Sez. VI, 28 gennaio 2013, n. 513: Requisiti ex art. 38, comma 1, lettere b), c) e m-ter), del d.lgs. n. 163 del 2006 in capo al socio unico o socio di maggioranza in società con meno di 4 soci; definizione di socio di maggioranza e caso di due soci con partecipazione paritaria al 50%: devono essere in possesso dei predetti requisiti.

• Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 28 luglio 2011, n. 13 Nelle gare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, l'apertura delle buste contenenti l'offerta tecnica deve essere fatta in seduta pubblica.
La seduta riservata è invece prescritta per l'esame di merito delle offerte tecniche e la loro valutazione ai fini dell'attribuzione dei punteggi.
" (...) la verifica dei documenti contenuti nella busta consiste in un semplice controllo preliminare degli atti inviati, che non può eccedere la funzione, che ad essa riconosce la giurisprudenza, di ufficializzare la acquisizione della documentazione di cui si compone l’offerta tecnica.
L’operazione non deve andare al di là del mero riscontro degli atti prodotti dall’impresa concorrente, restando esclusa ogni facoltà degli interessati presenti di prenderne visione del contenuto.

La garanzia di trasparenza richiesta in questa fase si considera assicurata quando la commissione, aperta la busta del singolo concorrente, abbia proceduto ad un esame della documentazione leggendo il solo titolo degli atti rinvenuti, e dandone atto nel verbale della seduta.

Così circoscritte le formalità da compiere, la verifica della documentazione non incorre nella denunciata violazione dell’art. 13 del d.lgs. n. 163 del 2006".


Anche nella procedura negoziata non preceduta da bando, finalizzata all'affidamento di lavori, forniture e servizi tramite cottimo fiduciario, le operazioni di gara relative all'apertura della documentazione amministrativa e delle offerte devono svolgersi in seduta pubblica (così ha statuito il Consiglio di Stato, sezione V, 5 ottobre 2011, n. 5454).


In ipotesi di contratto d'appalto, se nel corso dell'esecuzione dei lavori, il committente abbia richiesto e ottenuto importanti e notevoli variazioni dell'iniziale progetto, verificandosi lo sconvolgimento del piano dei lavori cui è ancorato il termine di ultimazione, affinché la penale per ritardo conservi efficacia, deve essere fissato di comune accordo un nuovo termine (Cass. civ., sez. II, 6 ottobre 2011, n. 20484).



Si segnala la interessantissima sentenza della Corte di cassazione a sezioni unite del 19 dicembre 2009, n. 26086, secondo la quale gli amministratori di una società a partecipazione pubblica possono essere chiamati a rispondere a titolo di danno erariale - e sono quindi sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti - solo qualora con il loro comportamento abbiano arrecato un danno diretto all'ente pubblico socio della società. Al contrario, non sussiste la giurisdizione del giudice contabile quando il danno sia stato arrecato esclusivamente al patrimonio della società, operando in questa ipotesi non la responsabilità erariale, ma l'ordinario regime di responsabilità previsto per gli amministratori di società dalle norme comuni del codice civile.

 

Appalti: le piccole irregolarità dell'azienda non precludono la partecipazione alla gara.
Qualche irregolarità dell'azienda non preclude la partecipazione alle gare di appalto. Infatti un "piccolo illecito contributivo" commesso dal rappresentante legale non può avere come conseguenza l'esclusione dell'impresa dalla gara.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con la decisione n. 5896 del 30 settembre 2009, ha respinto il ricorso del comune di Rimini. (Fonte Cassazione.net)



I ragazzi hanno diritto di essere ascoltati dal giudice per l'affidamento.
La Cassazione dà voce ai figli contesi fra i genitori separati. I ragazzi devono essere ascoltati dal giudice chiamato a decidere a chi affidarli. C'è una sola eccezione e cioè quando la testimonianza possa arrecare al minore un danno.

È stato il Massimo consesso della Cassazione a prendere una decisione (sentenza della Sezioni unite n. 22238 del 21 ottobre 2009) così importante e allineata con le norme della Convenziona di Strasburgo. Ma non basta. Nelle stesse motivazioni i giudici di legittimità hanno inoltre precisato che appartiene al giudice italiano la competenza a decidere sulla revisione dell'affidamento dei figli minori se la loro stabile residenza è sempre stata in Italia e anche se, poco prima dell'inizio del procedimento, la madre si è trasferita con loro all'estero. (Fonte Cassazione.net)



L'ex marito deve versare alla moglie, anche se questa lavora e se la mantiene in una casa di lusso, fino all'ultimo centesimo dell'assegno fissato dal giudice altrimenti rischia, oltre alla multa e una condanna penale, di doverla risarcire dei danni morali.
La linea dura arriva dalla Cassazione che, con la sentenza n. 39938 del 13 ottobre 2009, ha confermato la condanna a venti giorni di reclusione, alla multa e al risarcimento del danno morale nei confronti di un ex marito che, pagava alla moglie solo una parte dell'assegno e l'affitto. La donna, aveva dichiarato lui ai giudici, percepiva una pensione e lavorava per una industria. Ma il fatto che lei fosse in grado di provvedere a se stessa non
è stato sufficiente, hanno spiegato gli Ermellini, a scagionarlo.
Infatti, "in tema di reati contro la famiglia, il delitto previsto dall'art. 12 sexies L. 898 del 1970 si configura anche in presenza di un inadempimento parziale dell'obbligo corresponsione dell'assegno divorziale, non essendo riconosciuto all'obbligato un potere di adeguamento dell'assegno in revisione della determinazione fattane dal giudice".
(Fonte cassazione.net)



La ex moglie casalinga abituata, durante il matrimonio, ad avere la colf, ha diritto a un assegno che le consenta di mantenere a servizio la collaboratrice domestica.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6698 del 19 marzo 2009, ha accolto il ricorso della ex moglie di un primario che chiedeva un assegno più alto per poter dare lo stipendio ai collaboratori domestici e fare i viaggi a cui, per anni, era stata abituata.



Le Sezioni unite civili della Corte di cassazione con l’ordinanza 28875 del 9 dicembre 2008 hanno sancito la necessità di maggior attenzione da parte della giustizia alle necessità dei minori dati in affidamento che, d’ora in avanti, dovrà fare i conti con le realtà dei diversi territori. Spetta infatti al Tribunale del luogo dove il bambino di fatto risiede e che interagisce con il servizio sociale (e non a quello del luogo di residenza del bambino all’inizio del procedimento) decidere i provvedimenti d’urgenza adottati per il bene del piccolo.



"Riscaldamento: gli oneri per la dismissione dell'impianto centralizzato gravano su tutti i condomini
Dismissione dell’impianto di riscaldamento centralizzato: le spese sostenute per la trasformazione del vecchio sistema con caldaie autonome devono essere ripartite fra tutti i condomini: E anche chi ha deciso di non aderire all’operazione deve contribuire. È quanto emerge dalla sentenza n.27822/08 Corte di Cassazione"


La Cassazione abbatte i risarcimenti civili facendo tirare un grosso respiro di sollievo alle assicurazioni, le più preoccupate di dover pagare tanti tipi di danno. Infatti quello esistenziale non esiste come figura autonoma e quindi tutte le voci di danno morale, alla vita familiare, alla sessualità e in genere ai diritti costituzionalmente garantiti, rientreranno in quello non patrimoniale.

Cass.,Sezioni unite civili, sentenza n. 26972 dell’11 novembre 2008


“Il matrimonio civile non può essere annullato, perché uno dei due, quando erano ancora fidanzati, ha tradito l'altro, nascondendogli poi la scappatella. Le nozze religiose, invece, possono essere invalidate.

Lo hanno statuito le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza n. 19809 del 18 luglio 2008”.


Anche gli squilli indesiderati sul telefonino sono "molestie telefoniche". Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 29971 del 17 luglio 2008.


La Cassazione con la sentenza 16593 del 18 giugno 2008, ha statuito che:
l’affido condiviso “è la regola” e non “l’eccezione”: il minore va affidato a uno dei genitori solo nel caso in cui la “bigenitorialità” possa in qualche modo pregiudicarne la crescita. Non basta. La legge non ha previsto dei casi di esclusione dall’affido condiviso: spetta al giudice di volta in volta valutare le singole situazioni e verificare le possibili conseguenze per il minore. E poi ancora: la conflittualità fra mamma e papà non è una causa che di per sé esclude l’affidamento congiunto.


Sul fermo amministrativo non sempre decide il giudice tributario. Se il credito non è fiscale la giurisdizione è dell'Autorità Giudiziaria Ordinaria.
Lo hanno stabilito le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza n. 14831 del 5 giugno 2008.


Il Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 3 marzo 2008, n. 1, ha statuito che anche la società mista con socio privato scelto con gara pubblica deve affidare i contratti a valle mediante una nuova gara pubblica.


La Corte Suprema di Cassazione - a sezioni unite civili - con la sentenza del 28 dicembre 2007, n. 27169 (Presidente: Carbone - Relatore: Salvago) ha sancito che solo i giudici ordinari possano annullare i contratti stipulati a seguito degli atti una procedura d'appalto.
In sostanza viene posto un confine chiaro, ma oneroso, tra le giurisdizioni amministrativa ed ordinaria; confine segnato dalla stipula del contratto, la cui nullità può essere sancita solo dal giudice ordinario.

Divorzio: se il marito si è arricchito dopo, l'assegno non cambia
L’importo dell’assegno di mantenimento alla ex moglie non cambia se il marito, che ha intrapreso la libera professione dopo la separazione, è diventato ricco.

È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 20204 del 26 settembre 2007, ha accolto il ricorso di un uomo, ex comandante dei vigili del fuoco, che aveva fatto il salto, come professionista, solo dopo il divorzio.

Senza la cartella, avviso di mora nullo
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16412 del 25 Luglio 2007, hanno chiarito che la cartella di pagamento costituisce il presupposto per la notifica dell'avviso di mora.
L'omissione della notifica della cartella di pagamento rappresenta un vizio procedurale che comporta la nullità dell'atto consequenziale notificato. Il contribuente, pertanto, potrà scegliere se impugnare il vizio di notifica dell'atto presupposto o contestare radicalmente nel merito la pretesa tributaria. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

"Autovelox: se l'apparecchio non è segnalato la multa è nulla" (Cassazione civile sentenza n.12833/07).

"Figli naturali: ai sensi del novellato art.155 c.c. la competenza a decidere sull'assegno di mantenimento è del Tribunale per i Minorenni" (Corte di Cassazione Ordinanza n.8362 del 03.4.2007).

"Danno esistenziale: compete il danno esistenziale all'inqulino che subisca danni nel corso della ristrutturazione dell'edificio confinante" (Giudice di Pace di Riva del Garda, sentenza n.99/2007).

"Mantenimento dei figli: il fallimento e la difficoltà a trovare nuova occupazione non esimono il mantenimento di moglie e figli" (Cassazione penale sentenza n.23086/07).

CATEGORIA OG 11 - SUBAPPALTO
Il Consiglio di Stato torna sulla questione del divieto di subappalto per la categoria OG11, con una pronuncia opposta rispetto a quanto stabilito dall'Autorità di Vigilanza.

In sostanza i Giudici del massimo Organo giudiziale amministrativo hanno statuito che il divieto non ha carattere generale, ma scatta solo se la singola categoria superspecializzata supera la soglia del 15%. Si veda Cons. Stato, sez. VI, 11 maggio 2007, n. 2306"(Edilizia e territorio, n. 23, 2007)

"RISARCIMENTO DEL DANNO
La Pubblica Amministrazione che modifichi le condizioni di una strada pubblica, seppure per ragioni di interesse generale, elevando o abbassando la superficie stradale, cosicché da rendere l'accesso ai fabbricati in relazione alla loro destinazione sensibilmente più difficoltoso e meno agevole, è tenuta ad indennizzare il privato che da queste modifiche sia stato leso. Si veda Cass. sez. un. Civili, 25 maggio 2007, n. 12185". (Ibidem)

“ANCORA IN TEMA DI IN HOUSE
Al fine di configurare il controllo analogo rilevante ai fini del cosiddetto in house sono necessari: una partecipazione pubblica totalitaria dell’ente pubblico, l’assenza di rilevanti poteri gestionali in capo al consiglio di amministrazione della società, la sottoposizione al vaglio preventivo dell’ente affidante delle decisioni più importanti per la società, la mancanza di una vocazione commerciale dell’impresa, la quale potrebbe rendere precario il controllo dell’ente pubblico. La vocazione commerciale della società può risultare, tra l’altro, dall’ampliamento dell’oggetto sociale, dall’apertura obbligatoria della società ad altri capitali;dall’espansione territoriale dell’attività della società a tutto il territorio nazionale e all’estero. Si veda Cons. Stato, sez. VI, 1 giugno 2007, n. 2932”. (Ibidem)




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